Eccessi bocconian-liberisti

Il fronte iperliberista ostile all’agenda Monti si allarga. Oscar Giannino, fondatore del movimento Fermare il declino, chiede la privatizzazione della Cassa depositi e prestiti, rilanciata da Giulio Tremonti come strumento d’intervento sistemico in economia. Il motivo non è solo quello che ha attirato i fulmini di Luigi Zingales, cioè l’acquisizione della quota di Snam rete gas in capo all’Eni, ma anche l’ipotesi di salvataggio dell’Alitalia (magari in tandem con le Ferrovie dello stato). In un mondo ideale la crociata ci starebbe: il bene assoluto (il liberismo) contro il male assoluto (lo statalismo).
11 AGO 20
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Il fronte iperliberista ostile all’agenda Monti si allarga. Oscar Giannino, fondatore del movimento Fermare il declino, chiede la privatizzazione della Cassa depositi e prestiti, rilanciata da Giulio Tremonti come strumento d’intervento sistemico in economia. Il motivo non è solo quello che ha attirato i fulmini di Luigi Zingales, cioè l’acquisizione della quota di Snam rete gas in capo all’Eni, ma anche l’ipotesi di salvataggio dell’Alitalia (magari in tandem con le Ferrovie dello stato). In un mondo ideale la crociata ci starebbe: il bene assoluto (il liberismo) contro il male assoluto (lo statalismo). Peccato che dal 2007 qualcosa sia successo sulle due sponde dell’Atlantico, nell’area a economia di mercato alla quale i bocconiani doc e acquisiti fanno riferimento.
Un equivalente più forte della Cdp esiste in Germania, la Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), all’80 per cento dello stato e al 20 dei Länder. E’ per esempio nel capitale di Deutsche Telekom ed emette obbligazioni a sostegno del sistema previdenziale. Più pervasiva è la Caisse des Dépôts et Consignations francese. Berlino e Parigi hanno abbondantemente salvato le loro banche, come Londra e Bruxelles. Il mondo anglosassone ha dimostrato di sapere mettere da parte la ragion d’essere mercatista a favore del pragmatismo, aiutando Fannie Mae e Freddie Mac, prestando soldi a Chrysler e Gm (restituiti con interessi), nazionalizzando Rbs e Northern Rock. E soprattutto iniettando soldi pubblici nel sistema economico e sociale. In un’Italia messa molto peggio, dopo aver tanto criticato gli slogan della politica, vogliamo trasferire le crociate ideologiche nell’economia?